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Volley: Prima Divisione per la ripresa

castrum volley smLa ripresa dopo un anno difficile passa da questo week-end. È sinonimo di ripresa il volley di prima divisione nella provincia di Macerata, passato da fiore all’occhiello sportivo a simbolo di rinascita in molte delle zone terremotate.

“Non è solo una questione di cratere – è l’amaro esordio del presidente del CT Fipav Macerata Roberto Cambriani – ma di profonde ferite ad un territorio dove il volley è sedimentato da decenni. Due cittadine che non esistono più come Camerino e Caldarola (enorme il trauma subito dal tessuto urbano) trovano in questo sport una delle spinte pratiche ed emotive più forti. Non sono gli unici. Per questo apprezziamo come grande risultato l’aumento dei numeri in tutti i campionati giovanili, in special modo Under 13, Under 16 e seconda divisione femminile”.

Questa però è la terra lanciata a livelli astrali dal maschile, specie quello di Superlega. “Oltre alle due squadre in serie di A e di B, quasi il 50% delle squadre di serie C maschile sono della provincia di Macerata – segnala il presidente Cambriani – Si tiene duro perché ci si crede, ma le società in questo momento riducono all’essenziale l’impegno agonistico per i vivai e lo fanno in primis le formazioni di serie A e B. Uno status tutto maschile che nasce problematiche sia di costi e normative che di reclutamento. Aumentano le responsabilità anche per le piccole società, non tutti sono attrezzati”.

Nonostante questa fase di assestamento, il campionato di prima divisione maschile annovera nell’organico ragguardevoli blasoni in versione baby (Cucine Lube, Volley Potentino, Volley Macerata) ed interessanti progetti di rete come il 3M Volley sotto la cui egida si raccolgono le società di Montelupone, Morrovalle e Monte San Giusto e che sintetizza concretamente le sinergie necessarie per far fronte “all’enorme aumento di domanda sportiva, giovanile e non a cui non fa riscontro la disponibilità di impianti”.

Ne è convinto il presidente Cambriani che si augura di veder migliorare rapidamente la situazione almeno attraverso lo snellimento burocratico: “Impianti piccoli per svolgere l’attività di prima fascia sono pochi. Il nostro sport vive realmente di volontariato: burocrazia eccessiva e costi inadeguati spezzano l’energia di chi, giorno dopo giorno, occupa il tempo libero a risolvere problemi di natura organizzativa. Senza contare che non esiste più la stagionalità sportiva, dunque l’impegno e i problemi rischiano di non avere sosta”.

 

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